PSR CAMPANIA 2014-2020

Il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 – approvato con Decisione Europea n. C (2015) 8315 del 20 novembre 2015 – è il principale strumento messo in campo dalla Regione Campania per favorire lo sviluppo dell’Agricoltura e dei territori rurali, grazie ad una dotazione finanziaria di circa 1,8 miliardi di euro.

STRATEGIA

L’obiettivo della strategia di sviluppo rurale della Regione Campania è di rilanciare le aree rurali al fine di conseguire una “crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva” in linea con gli obiettivi della strategia UE “Europa2020”. Stimolare la competitività e favorire l’innovazione del settore agroalimentare e forestale, garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali, realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato, rappresentano i temi chiave della programmazione rurale.

La strategia di sviluppo rurale – coerentemente con quanto previsto dal Regolamento (UE) n. 1305/2013 – è stata declinata in 6 priorità di intervento, suddivise, a loro volta in 18 focus area, che rappresentano i veri pilastri su cui poggia la strategia regionale

PRIORITÁ DI INTERVENTO

  • 1.a – Stimolare l’innovazione e la base di conoscenze nelle zone rurali
  • 1.b – Rafforzare i nessi tra agricoltura e silvicoltura, da un lato, e ricerca e innovazione, dall’altro
  • 1.c – Incoraggiare l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e la formazione professionale nel settore agricolo e forestale.

  • 2.a – Incoraggiare la ristrutturazione delle aziende agricole con problemi strutturali considerevoli, in particolare di quelle che detengono una quota di mercato esigua, delle aziende orientate al mercato in particolari settori e delle aziende che richiedono una diversificazione dell’attività

  • 2.b – Favorire il ricambio generazionale nel settore agricolo.

  • 3.a – Migliorare l’integrazione dei produttori primari nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di qualità, la promozione dei prodotti nei mercati locali, le filiere corte, le associazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali
  • 3.b – Sostegno alla gestione dei rischi aziendali.

  • 4.a – Salvaguardia e ripristino della biodiversità, tra l’altro nelle zone Natura 2000 e nelle zone agricole di alto pregio naturale nonché dell’assetto paesaggistico dell’Europa
  • 4.b – Migliore gestione delle risorse idriche
  • 4.c – Migliore gestione del suolo.

  • 5.a – Aumentare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse idriche in agricoltura
  • 5.b – Aumentare l’efficienza nell’utilizzo dell’energia nell’agricoltura e nella produzione alimentare
  • 5.c – Favorire l’approvvigionamento e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, sottoprodotti, materiali di scarto, residui e altre materie grezze non alimentari ai fini della bio economia
  • 5.d – Ridurre le emissioni di gas serra a carico dell’agricoltura
  • 5.e – Promuovere il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale.

  • 6.a – Favorire la diversificazione, la creazione di nuove piccole imprese e l’occupazione
  • 6.b – Stimolare lo sviluppo locale nelle zone rurali
  • 6.c – Promuovere l’accessibilità, l’uso e la qualità delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ITC) nelle zone rurali.

Di seguito l’elenco delle misure previste nel PSR che hanno come beneficiari i comuni. 

MISURE

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