Rapporto GreenItaly 2020 di fondazione Symbola e Unioncamere: focus su fondi di finanziamento europei per la Green economy

La conversione ecologica dell’economia e delle attività di impresa è ormai a a tutti gli effetti una priorità politica, con grande determinazione a livello delle istituzioni europee e, in modo più sfumato, anche a livello del Governo italiano. Lo conferma l‘Undicesimo Rapporto Greenitaly di Fondazione Symbola e Unioncamere teso a misurare e pesare la forza della green economy nazionale, promosso in collaborazione con Conai, Ecopneus e Novamont, con la partnership di Centro Studi elle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne srl ed Ecocerved, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

I dati dell’Italia

Sono oltre 432 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi che hanno investito negli ultimi 5 anni (2015-2019) in prodotti e tecnologie green. Il 2019 ha fatto registrare un picco con quasi 300 mila aziende hanno investito sulla sostenibilità e l’efficienza. In questi investimenti fanno la parte del leone l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili insieme al taglio dei consumi di acqua e rifiuti, seguono la riduzione delle sostanze inquinanti e l’aumento dell’utilizzo delle materie seconde. Nel 2018 il numero dei green jobs in Italia ha superato la soglia dei 3 milioni: 3.100.000 unità, il 13,4% del totale dell’occupazione complessiva (nel 2017 era il 13,0%)

Secondo un’indagine svolta da Symbola e Unioncamere nel mese di ottobre 2020 (1.000 imprese manifatturiere, 5-499 addetti) chi è green è più resiliente. Questo anche perché le aziende eco-investitrici innovano di più (73% contro 46%), investono maggiormente in R&S (33% contro 12%) e utilizzano o hanno in programma di utilizzare in misura maggiore tecnologie 4.0. Dall’indagine emerge chiaramente anche che green e digitale insieme rafforzano la capacità competitiva delle nostre aziende. Le imprese eco-investitrici orientate al 4.0 nel 2020 hanno visto un incremento di fatturato nel 20% dei casi, quota più elevata del citato 16% del totale delle imprese green e più che doppia rispetto al 9% delle imprese non green.

L’Italia, ci dice Eurostat, è in assoluto il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti: 79%, il doppio rispetto alla media europea (solo il 39%) e ben superiore rispetto a tutti gli altri grandi Paesi europei (la Francia è al 56%, il Regno Unito al 50%, la Germania al 43%).

Il Paese vanta anche il primato comunitario di giovani (gli under 35 alla guida di un’impresa agricola sono oltre 56 mila) e donne in agricoltura (un’azienda agricola su quattro – 28% – è guidata da donne: quasi 210mila imprenditrici).

I dati della Campania

Con 36.063 imprese la Campania è al quarto posto in Italia nella graduatoria regionale per numero assoluto di aziende che hanno investito, o investiranno entro l’anno, in tecnologie green.

Passando dal livello regionale a quello provinciale, è Napoli con le sue 17.866 imprese la provincia più virtuosa della Campania ed è terza nella graduatoria nazionale delle province per eco-investimenti. Seconda Salerno che con 7.873 aziende e tra le prime venti province in Italia. I primati della regione non si fermano qui: con 38.037 contratti stipulati a green jobs, la Campania è sesta nella graduatoria regionale per numero di contratti in programma entro l’anno. Napoli, con 23.506 attivazioni, è al quarto posto nella graduatoria nazionale delle province.

FONDI DI FINANZIAMENTO EUROPEI PER LA GREEN ECONOMY

Numerose le risorse e i bandi attivati oggi in Europa a sostegno della Green economy, tese a sostenere attività di ricerca, sviluppo, innovazione e realizzazione di nuove imprese e progetti  sui temi della sostenibilità, tra i quali: energie rinnovabili, rifiuti, economia circolare, industria 4.0, green procurement e green jobs, mobilità e elettrico.

Horizon 2020

Horizon 2020 (H2020) è il programma quadro per la ricerca scientifica e l’innovazione della Commissione europea per il periodo 2014-2020, che dà seguito al Settimo Programma Quadro per la ricerca. L’elemento innovativo dell’attuale ciclo di programmazione risiede nel favorire l’interazione fra il mondo della scienza ed il mercato, attraverso un processo di applicazione dei risultati della ricerca più immediato ed efficace. Dotato di un budget totale di circa 80 miliardi di euro, è il più grande tra i programmi europei.

H2020 persegue gli obiettivi della Strategia Europa 2020, ovvero una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile, e dell’iniziativa prioritaria “Innovation Union”, volta a incrementare la competitività globale dell’Europa.

Nell’ambito di Horizon 2020, la Commissione europea ha annunciato l’apertura di un bando dedicato al Green Deal europeo, l’ultima call del programma Horizon 2020 (H2020-LC-GD-2020), che mette a disposizione 1 miliardo di euro per progetti di ricerca e innovazione che rispondano alle sfide legate alla crisi climatica e ambientale in Europa che vanno sommandosi a quelle causate dal Covid-19. Un investimento incentrato sull’innovazione che dovrebbe imprimere un’accelerazione alla transizione giusta e sostenibile verso un’Europa a impatto climatico zero.

La call è strutturata in otto aree tematiche che riflettono i principali filoni d’intervento del Green Deal europeo, declinate a loro volta in una serie di aree tematiche specifiche:
1. accrescere l’ambizione in materia di clima;
2. energia pulita, economica e sicura;
3. industria per un’economia circolare e pulita;
4. edifici efficienti sotto il profilo energetico e delle risorse;
5. mobilità sostenibile e intelligente;
6. strategia From Farm to Fork “Dal produttore al consumatore”;
7. biodiversità ed ecosistemi;
8. ambienti privi di sostanze tossiche e inquinamento.

A questi si aggiungono altri due settori trasversali – rafforzamento delle conoscenze e responsabilizzazione dei cittadini – che offrono una prospettiva a più lungo termine per realizzare le trasformazioni auspicate dal Green Deal europeo, lanciato dalla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen a dicembre 2019.

La call rimane aperta dal 22 settembre 2020 fino al 26 gennaio 2021. L’avvio dei progetti selezionati è previsto nell’autunno 2021.

Programma LIFE. Lo strumento finanziario per l’ambiente

LIFE è il programma della Commissione Europea mirato alla protezione dell’ambiente, intesa come habitat, specie e biodiversità, come utilizzo efficiente e sostenibile delle risorse naturali, protezione ambientale e governance ambientale a salvaguardia della salute, lotta alle emissioni inquinanti e al cambiamento climatico, miglioramento delle politiche, della governance e introduzione di sistemi più efficaci in ambito ambientale.

Il programma LIFE contribuisce alla realizzazione dei seguenti obiettivi:
a) contribuire al passaggio a un’economia efficiente in termini di risorse, con minori emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, contribuire alla protezione e al miglioramento della qualità dell’ambiente e all’interruzione e all’inversione del processo di perdita di biodiversità, compresi il sostegno alla rete Natura 200046 e il contrasto al degrado degli ecosistemi;
b) lo sviluppo, l’attuazione e l’applicazione della politica e della legislazione ambientale e climatica dell’UE e catalizzare e promuovere l’integrazione e la diffusione degli obiettivi ambientali e climatici nelle altre politiche dell’UE e nella pratica nei settori pubblico e privato, anche attraverso l’aumento della loro capacità;
c) sostenere maggiormente la governance a tutti i livelli in materia di ambiente e di clima, compresa una maggiore partecipazione della società civile, delle ONG e degli attori locali;
d) sostenere l’attuazione del Settimo programma d’azione per l’ambiente (7° EAP47).

È suddiviso nei due sottoprogrammi “Ambiente” e “Azioni per il clima”.

Il programma LIFE coinvolge una vasta gamma di beneficiari: associazioni, organizzazioni non governative e senza scopo di lucro, aziende pubbliche e private, autorità e istituzioni pubbliche nazionali, regionali e locali, ecc., purché impegnate e portatrici di un valore aggiunto nelle tematiche d’intervento.

Innovation fund. Il programma di investimenti da 10 miliardi nelle tecnologie pulite.

L’Innovation Fund è uno dei maggiori programmi di finanziamento al mondo che mira a testare le migliori tecnologie innovative per contribuire all’abbattimento delle emissioni di CO2 e costituisce un elemento essenziale della Strategia UE per rispettare gli Accordi di Parigi finalizzati al raggiungimento degli SDGs (Sustainable Development Goals) e la neutralità, in termine di emissioni, per il 2050. Per il periodo 2020-2030 il Fondo erogherà circa 10 miliardi di euro provenienti dalla vendita all’asta di quote nell’ambito del sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE, in aggiunta agli importi inutilizzati del predecessore del Fondo per l’innovazione, il programma NER 30049.

Tra i settori presi in considerazione dal Fondo per l’Innovazione, da segnalare la bio-elettricità, le bio-raffinerie, il settore chimico, i cementi, il trasporto e lo stoccaggio di CO2, l’energia geotermica, l’idrogeno, ferro ed acciaio, carta e polpa, energia solare ed energia eolica. Il focus è quindi sulle tecnologie altamente innovative, che possono portare a riduzioni significative delle emissioni in più settori e liberare ulteriori investimenti a basse emissioni di carbonio in tutti gli Stati membri

La prossima programmazione 2021-2027

Nel ciclo 2021-2027, la dotazione finanziaria proposta per R&I (ricerca e innovazione) e agenda digitale è di 115,4 miliardi di euro: 102,5 miliardi per R&I e 12,19 per l’agenda digitale. In particolare, saranno destinati 97,6 miliardi di euro a titolo di Horizon Europe (contro i circa 75 miliardi di euro del programma attuale Horizon 2014-2020). Per quanto riguarda il programma LIFE, secondo le prime anticipazioni, l’Unione Europea ha stanziato ben 5,45 miliardi di euro per LIFE 2021-2027, aumentando i fondi di 1,95 miliardi di euro rispetto al periodo 2014-2020.

Inoltre, per rendere il finanziamento a favore del clima una voce di spesa ancora più consistente, la Commissione ha proposto che almeno il 25% della spesa UE di tutti i Programmi (particolarmente in relazione a politica di coesione, sviluppo regionale, energia, trasporti, ricerca e innovazione, politica agricola comune e politica di sviluppo)
venga destinato al raggiungimento di obiettivi climatici.

Life 2021-2021

Il finanziamento si concentrerà sulla tutela dell’ambiente, sulla mitigazione dei cambiamenti climatici e sul sostegno alla transizione verso l‘energia pulita, ottimizzando l’efficienza energetica e aumentando la quota di energie rinnovabili. In questo modo l’UE intende raggiungere i suoi obiettivi climatici mirando contemporaneamente all’impatto climatico “zero emissioni” entro il 2050.

Il nuovo Programma LIFE 2021-2027 comprenderà principalmente 2 settori di intervento e 4 sottoprogrammi.
Per quanto riguarda i primi si tratta di ambiente e azione per il clima, mentre i sottoprogrammi saranno:

  • Natura e biodiversità (2,150 miliardi di €)
  • Economia circolare e qualità della vita (1,350 miliardi di €)
  • Mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento (0,950 miliardi di €)
  • Transizione all’energia pulita (1 miliardo di €)

Le principali novità riguardano:

  • Prosecuzione del sostegno alla transizione verso l’economia circolare e maggiore mitigazione dei cambiamenti climatici: sono previsti in particolare fondi per che sostengano la transizione completa a un’economia circolare, la preservazione e il miglioramento della qualità dell’aria e dell’acqua nell’UE, l’attuazione del quadro 2030 dell’UE per il clima e l’energia e l’assolvimento degli impegni assunti con l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
  • Maggiore accento sul sostegno alla transizione verso l’energia pulita: un nuovo sottoprogramma specifico stimolerà gli investimenti sostenendo le attività finalizzate all’efficienza energetica e all’energia rinnovabile, in particolare nei settori e nelle regioni europee in ritardo nella transizione verso l’energia pulita.
  • Maggiore concentrazione sulla tutela della natura e della biodiversità.
Green deal europeo

Il Green Deal europeo è un insieme di iniziative politiche portate avanti dalla Commissione europea con l’obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050, con lo scopo di migliorare il benessere delle persone. Sarà presentato un piano di valutazione d’impatto per innalzare ad almeno il 50% l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE entro il 2030 e verso il 55% rispetto ai livelli del 1990. L’intenzione è quella di rivedere ogni legge vigente in materia di clima e, inoltre, di introdurre nuove leggi sull’economia circolare, sulla ristrutturazione degli edifici, sulla biodiversità, sull’agricoltura e sull’innovazione.

Il Green New Deal italiano

Con la Legge di Bilancio per il 2020, il Governo ha posto le basi per una serie di politiche che puntano alla riduzione delle tasse sul lavoro, al rilancio degli investimenti in chiave ambientale e sociale ed al sostegno del welfare, con un’attenzione particolare alla sanità ed alla famiglia.
Uno dei perni su cui si muove l’impianto della manovra è proprio l’attenzione all’ambiente, con un Green New Deal italiano che si inserisce all’interno di quello europeo.
Un fondo da oltre 4 miliardi di euro nel periodo 2020-2023 che punta a rilanciare lo sviluppo e gli investimenti nell’ottica di una sostenibilità ambientale al servizio del territorio e della società. Accanto al quale viene istituito un fondo per il rilancio degli investimenti delle Amministrazioni centrali, che con una dote di oltre 20 miliardi dal 2020 al 2034, punta a veicolare risorse da destinare anche per lo sviluppo dell’economia circolare, la decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni.

La strategia, in linea con il Green New Deal annunciato dalla Commissione Europea, porterà stanziamenti aggiuntivi per oltre 59 miliardi di euro nei prossimi 15 anni. In particolare, il fondo, che nel 2020 avrà una dotazione iniziale di 470 milioni di euro (930 nel 2021 e 1.420 milioni nel 2022 e nel 2023) prevede la concessione di garanzie per specifici programmi di investimento, anche in partenariato pubblico-privato, destinati fra l’altro, all’economia circolare ed alla mitigazione dei rischi derivanti dal cambiamento climatico.

Oltre al Green New Deal, c’è anche il rifinanziamento della Nuova Sabatini, per cui sono stati stanziati 540 milioni per gli anni dal 2020-2025. La misura è finalizzata alla concessione alle micro, piccole e medie imprese di finanziamenti agevolati per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi gli investimenti in beni strumentali “Industria 4.0”.

La Legge di Bilancio 2020 prevede ulteriori importanti misure per le imprese, tra cui l’introduzione del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative a per la competitività delle imprese

Allegati

Comunicato stampa

FONTE: Rapporto GreenItaly 2020- Fondazione Symbola e Unioncamere